Curvylinea incontra il mondo: Erica Barrios

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La nostra intervista  ad Erica inizia in una caldissima giornata estiva. La conosciamo mentre la sua bimba Cassandra gironzola e si incuriosisce per le amiche della mamma al di là del computer. Mi ha subito colpito il suo bel sorriso e l’entusiasmo per quello che sta creando. E’ semplice iniziare a parlare e raccontare per cui subito le chiediamo:

 

Ciao Erica, la prima domanda è di rito. Ci racconti la tua storia e come è nata “YanaybyEricaBarrios”?

Vi sembrerà strano ma, raccontarmi per me è stato sempre difficile. Anche se non appare sono timida tanto che talora il mio comportamento può essere scambiato per maleducazione o superbia. Credetemi che non è così!
Sono nata in Argentina dove ho vissuto fino all’età di 19 anni e da sempre ho saputo che sarei venuta qui in Italia a vivere.

Ho avuto un infanzia piuttosto normale, un adolescenza degna di quel nome (età dolorosa) ed ora da adulta ho raggiunto il mio equilibrio.
La storia del cucito è nata da quando sono nata. Mia nonna, sarta di professione, ha sempre nutrito la mia anima handmade mentre mia madre ha alimentato quella artistica.
A 12 anni i miei genitori si sono separati e io mi sono rifugiata nella pittura tanto che la mia stanza all’età di 18 anni sembrava una galleria d’arte.

La situazione economica a casa mia era alquanto deplorevole e la crisi in Argentina non ha di certo aiutato. Iniziai, così, a cucire insieme a mia nonna. All’inizio prendevo spunti dalle riviste, dalla tv e dalla strada, poi incominciai a immaginare cosa mi poteva piacere ed unii il disegno al cucito. In quel periodo mi piaceva tanto l’arte del riciclo così i pantaloni diventavano gonne, le magliette si tramutavano in canottiere e così via.
Arrivata in Italia ebbi un blocco creativo durato 2 anni e ho iniziato a lavorare da McDonalds Sentivo però il bisogno di esprimermi.

Avete presente quando dentro di voi sapete che manca qualcosa?

Nel 2014 è nata mia figlia Cassandra e con lei è cambiato tutto. Quella vocina tenue che sentivo a malapena all’inizio, si è fatta gigantesca, stridula e incessante.
L’anno dopo ho lasciato il mio lavoro e ho iniziato la mia avventura da mamma a tempo pieno ed in seguito ho frequentato un corso di cucito tenuto da Annamaria Corrieri: una donna meravigliosa!

Nel 2016 presi la decisione di avventurarmi nei mercati come SunnyHandsCreative.
Questa esperienza mi ha lasciato un retrogusto agrodolce. Dopo mesi di preparazione, per creare articoli che racchiudessero utilità, praticità e riutilizzo per le neo mamme, scoprii la cruda verità “Non tutti i mercati sono adatti per l’handmade”.
Mi sono sentita dire delle frasi come “è tutta cineseria”, “nel negozio all’angolo trovi di meglio” oppure critiche al prezzo del prodotto. C’era poi chi si permetteva di analizzare i miei disegni suggerendomi di cambiarli.

Non mi sono fermata. Ho preso una pausa, ho analizzato nuovamente ogni cosa, studiato ed approfondito il mio prodotto, i materiali ed il brand che volevo utilizzare. Dopo 6 mesi di arduo lavoro è nata YanaybyEricaBarrios.

Il nome Yanay è quechua e vuol dire “la mia morenita”, racchiude tenerezza e potenza allo stesso tempo. Oggi Yanay per me significa il cambio di cui avevo bisogno, aver dato ascolto a quella vocina interiore. Significa donare me stessa, la mia arte, significa lasciar parlare il mio IO nascosto.

 

Cosa vuoi trasmettere con il tuo marchio?

Voglio parlare alle donne, quelle che conoscono sé stesse, i loro gusti e non hanno paura ad aggiungere un tocco di audacia nel loro look quotidiano.

Come nascono i tuoi progetti? Cosa ti ispira?

Ciò che mi ispira nasce dai miei ricordi assieme a mia nonna, quando mi faceva sedere sulle sue ginocchia mentre cuciva. Mi ispirano anche le persone, sono una persona che osserva molto, mi piace catturare le loro personalità, i loro gusti, ed anche i loro desideri. Osservo molto anche gli stilisti (quelli però poco convenzionali).

É cambiato qualcosa ora che lo fai come lavoro?

In verità è cambiato tutto. Se prima l’impegno era grande ora è maggiore. Mi sento sempre sotto pressione, ho un milione di paure. Ultimamente rifletto molto sul fatto se sono o meno di peso per la mia famiglia e questo pensiero mi motiva ancor più ad impegnarmi e crescere.

Che progetti hai nel tuo prossimo futuro?

Sto rilanciando il marchio dopo uno stop forzato per il trasloco nella nuova casa. Ho realizzato nuovi modelli e messo a punto nuove idee.
Grazie ad un gruppo di Facebook  è nata poi una bellissima collaborazione con Carolina di “Curvylinea” ed Angela di “Allegretta Handmade”. In questo progetto vogliamo raccontare le vicissitudini degli artigiani handmade, trasmettere l’essenza del loro lavoro ma anche i dietro le quinte (quello che nessuno racconta). A settembre poi ho in programma la partecipazione all’Evento “Respiarte” che ho scelto come vetrina per il lancio della nuova collezione.

Come ti vedi tra qualche anno?

Non guardo tanto al futuro perché di solito il presente mi tiene ben occupata. Ma dal momento in cui me lo chiedi immagino ancora tanto impegno e crescita. Mi vedo disegnare abbigliamento ed abbinare le mie borse ad outfit più ricercati.

Com’è cambiata la tua vita in Italia?

Questa domanda la sento spesso! Ebbene devo dire che per me non c’è stato nessun cambiamento radicale. All’inizio senti la mancanza degli affetti ma dopo ti adatti. La mia famiglia è quasi tutta originaria dell’Italia, da parte di mamma ho radici Friulane e Toscane, e da parte di papà sono Piemontesi. Il mio cognome ha origini spagnole, ma tutto il resto italiano. Sono secondo la legge “un italiana nata all’estero”.

Ci sono influenze argentine che porti oppure che intendi portare nel tuo lavoro?

Le mie influenze sono piuttosto sudamericane, come Carolina Herrera o Carlos Pinel.
Credo più avanti, quando avrò tempo e risorse, mi piacerebbe consultarmi con artisti della moda Argentina, ma per ora continuo a guardare il mio intorno.

Dove possiamo trovarti?

Potete trovarmi su:

Etsy www.yanaybyericabarrios.etsy.com

Blog www.yanay.it

Facebook, Instagram e Pinterest @yanaybyericabarrios

Il tempo con Erica è trascorso velocemente; ci sarebbero altre domande che vorremmo farle ma la lasciamo con la certezza che questo incontro è solo l’inizio di una lunga, lunghissima collaborazione. La lasciamo dicendole che ci ha fatto molto piacere conoscerla e che le auguriamo ogni bene per il suo futuro.

Grazie Erica

 


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4 risposte a “Curvylinea incontra il mondo: Erica Barrios”

  1. Ogni storia è sacra e bella.
    Da questo principio il mio rispetto per tutti.
    Ma questa storia è bella e molto semplice vera e genuina. Ben scritta.
    Complimenti!

    1. Grazie Emma 🙂 è questo che vogliamo fare, far capire che dietro un prodotto fatto a mano c’è un essere umano con una storia, la sua, diversa da quella di tutti gli altri ma di certo non meno importante.

  2. Molto bella la storia! Raccontata molto bene e molto vera . Penso che ognuno di noi chi più e chi meno abbia tanta fantasia. Grazie Carolina e grazie a Erica per avercela raccontata!

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