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Storia di una sarta – Una settimana intensa

Una settimana intensa

 

La storia di una sarta continua, se volete saperne di più potete leggere qui e qui.

Dopo una splendida domenica di dolce far niente (ogni tanto ci vuole) sono pronta a ripartire.

Per la verità ho avuto qualche senso di colpa quando nel pomeriggio mi sono messa a guardare la tv, ma per fortuna è passato subito.

Lunedì non vedevo l’ora di iniziare questo lavoro su commissione, era tantissimo che non cucivo abiti per bambini. E per di più così belli!

Ho disegnato il modello, stirato con tanto vapore il tessuto e ho iniziato a tagliare tutte le parti.

Lo consegnerò mercoledì.

C’è parecchio lavoro da fare ma è un vero piacere.

Martedì mi è capitato tra le mani un gilet da uomo di sartoria e non ho potuto fare a meno di notare le asole fatte a mano, come si usava una volta.

Questa piccola accortezza dona al capo realizzato un grande prestigio, distingue l’ordinario dallo straordinario.

Chissà se c’è qualche sartoria che le ricama ancora, mi piace pensare di sì.

Evviva! L’abitino è pronto per la consegna, partirà per un matrimonio fuori dai confini nazionali.

Lo ammetto, son davvero soddisfatta.

Riecco le giacche in scuba, ci dovrò lavorare fino a sabato, giorno in cui consegno.

Bello poter sperimentare tessuti nuovi e cercare di adattare le tecniche alle caratteristiche specifiche del materiale.

Il risultato non mi sembra affatto malaccio, voi che dite?

Il bello di questo lavoro è che non ci si annoia mai. A volte ci si arrabbia, o ci si stanca, si incontrano difficoltà che bisogna ingegnarsi a risolvere, oppure si viaggia tranquilli, ma ogni giorno è nuovo, ogni giorno si impara qualcosa.

E se non si impara qualcosa di tecnico, sicuramente si impara qualcosa in più su noi stessi: magari la pazienza, la caparbietà o la capacità di inventare.

Si mette alla prova la creatività anche nelle cose meno creative, anche quando le idee di chi ci commissiona quel capo in particolare sono molto precise e dettagliate, anche allora c’è modo di sperimentare la creatività.

Eh sì, amo questo lavoro, lo amo davvero.

 

 

 

Carolina Gi

Stilista per formazione, artigiana per vocazione
Tessuti, colori, materiali vari e le mie mani: sono l'attrezzatura che serve alla mente per dare vita al mio spirito creativo.
Il mio sogno è far tornare l'amore per la sartoria, i bei tessuti, il buon taglio, in poche parole la qualità unita alla bellezza e alla volontà di essere e sentirsi uniche in un mondo che, purtroppo, tende sempre più all'omologazione e all'appiattimento.
Scrivo del mio mondo e del mondo delle tante brave artigiane che mi capita di incontrare lungo il mio cammino.

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