Storie di tessuti e di forme: La tunica

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Oggi voglio inaugurare una rubrica dedicata al mio lavoro, nello specifico voglio raccontarvi come nasce un capo, a cosa mi ispiro, come decido di realizzarlo, insomma tutto il suo percorso, voglio farmi accompagnare da voi in questo cammino a volte lungo e pieno di insidie altre più semplice e veloce, per darvi un’idea di quello che significa questa professione.

La Tunica

Un po’ di tempo fa, una mia cara amica, mi ha fatto avere dei tessuti di una bellezza strepitosa, tessuti vintage, creati tanti anni prima con grande cura e professionalità da un “maestro” di Como.

Me ne sono innamorata, ovviamente, però non è stato facile decidere cosa farne.

La bellezza del tessuto, la vivacità dei colori, la luminosità, la sua leggerezza, per lungo tempo mi hanno quasi limitato.

Un po’ come un attore, questo tessuto vuole restare l’unico protagonista e non lasciare spazio a tagli complessi, strane architetture, vuole semplicità, vuole gli sguardi solo su di sé.

Ecco perché ci ho messo un po’ a decidere, qualunque idea mi sembrava troppo invasiva.

Alla fine mi è arrivata, quella giusta, quella che valorizza la maestria di chi ha stampato questo chiffon di seta impalpabile e che, allo stesso tempo, si presta ad essere indossata e a far sentire bellissima chi la porta: la tunica.

Nel taglio è davvero semplice, unica difficoltà indovinare le proporzioni, non doveva essere troppo lunga né troppo corta, e lo scollo non doveva essere troppo largo o troppo stretto, aperto quel tanto che gli consenta di scendere morbidamente a scoprire una spalla.

Ho cucito un orlino piccolo a macchina nel perimetro, mentre ho preferito cucire la scollatura con un orlino arrotolato a mano, punto per punto con l’ago, come si faceva una volta.

Trovo che sia quel qualcosa in più che rende questa tunica ancora più unica e preziosa.

L’ho realizzata in tre varianti, solo una per tessuto e non ne realizzerò altre.

Mi piace l’idea che chi dovesse acquistarne una può dire di avere davvero un pezzo unico, unico al mondo.

Anche le misure cambiano perché ogni tessuto ha un’altezza diversa, sicuramente legata ai procedimenti di stampa del disegno.

Già immagino una donna che cammina su un lungomare in una serata di fine estate che la indossa e la lascia agitarsi al vento come ali di farfalla spiegate…

Se avete qualche curiosità non esitate a lasciare un commento o a scrivermi (trovate la mia mail nei contatti), se invece volete essere l’unica ad avere la mia tunica la trovate qui.


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2 risposte a “Storie di tessuti e di forme: La tunica”

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