Viaggio nel tempo: 30 anni e un tuffo al cuore

 

Sono passate da poco le 18, Claudia mi raggiunge davanti all’uscita della metro, salgo in macchina ci salutiamo e arriviamo al posto precedentemente scelto per l’occasione.

Parliamo un po’, le spiego meglio cosa voglio fare, nel frattempo siamo arrivate e parcheggia. Il posto o, come si dice ora, “la location” è perfetta!

Ovviamente (ti pareva!) non siamo sole, c’è un matrimonio, gli invitati per fortuna sono già andati via quasi tutti e restano solo gli sposi che si fermano a fare le foto davanti ad un piccolo chiostro davvero bellissimo e romantico. A noi però serve solo un muro, un muro un po’ vissuto, ruvido, con qualche imperfezione dovuta al tempo e alle intemperie, insomma un po’ come me, sopravvissuta agli anni e ai tanti ostacoli che ho incontrato e che mi hanno fatta crescere.

Claudia comincia a cambiarsi, l’aiuto: prima la gonna, l’elastico ormai ha perso la sua elasticità, meno male che ho portato le spille…

Ora la parte superiore, lei si preoccupa perché sembra stretto, invece è perfetto, si gira e… un tuffo al cuore!

Ho cercato di non darlo a vedere ma è stata un’ emozione forte e da luglio 2018 mi sono ritrovata catapultata a luglio 1988.

Avevo 24 anni ed ero una studentessa della Koefia, una importante Accademia di Moda e Costume qui a Roma, avevo finito il secondo anno, esami finali compresi e stavo partecipando a diverse manifestazioni che la scuola aveva programmato.

Il mio lavoro era stato molto apprezzato, tant’è che il “Prof” lo aveva scelto insieme a quello di altre tre studentesse  in rappresentanza della scuola, ero insomma un’allieva promettente.

Come studenti del secondo anno non potevamo portare capi in tessuto, implicava una preparazione tecnica sartoriale che avremmo acquisito solo con l’anno a venire, il terzo, quindi per vedere le nostre opere tridimensionali potevamo solo realizzarle in “tela” di cotone o di nylon, da qui il nome Tele dei nostri modelli.

La mia Tela è formata da un corpetto reso rigido (si intuiva già allora il mio amore per la corsetteria) oltre che dalla tela tutta in nylon anche dalle stecche, con un grande collo che scopre le spalle. La giacca scende verso la gonna realizzata in lycra (che serve da base) con una grande coda a balze.

L’ispirazione era il ‘700 veneziano, in particolare le giacche maschili, il tutto rivisto in chiave femminile e ricamato con due cordoncini diversi e una montagna di cristalli di varie dimensioni, in parte applicati sul davanti e il resto tra le onde della gonna.

Ho realizzato anche gli accessori: un paio di guanti e un paio di orecchini che però non sono riuscita a ritrovare, ma se guardate bene nelle foto di allora ci sono.

In realtà aveva già fatto la sua prima apparizione pubblica dopo gli esami, precisamente il 13 luglio qui:

 

Euritmia, ve la ricordate?

 

Il cartamodello della giacca e la foto dell’abito all’interno della brochure.

 

 

Perché allora ho scelto il 17?

Perché il 17 sono finita sui giornali per un’altra manifestazione legata ad Alta Roma.

 

Era la vigilia della manifestazione ed io con le mie colleghe eravamo andate prima, il 17 appunto, per fare le foto con le indossatrici per promuovere l’evento che sarebbe iniziato il giorno seguente.

 

 

 

 

Ecco l’invito/programma:

 

Dal 18 al 24 Luglio 1988

 

Questo lo schizzo allegato all’invito:

 

Dopo le foto sull’indossatrice e le passeggiate per le strade del centro, la mia Tela, come quelle dei miei compagni di corso, è stata esposta in una delle vetrine di via Borgognona (come era allora, oggi i negozi sono quasi tutti cambiati), io ero stata destinata, se non ricordo male alla vetrina di Versace (o era Armani? Purtroppo non ho la foto dell’abito in vetrina).

Ricordo l’emozione, la speranza di arrivare chissà dove, la determinazione. Mi mancava ancora un anno di studio ma io cercavo di superare i miei limiti e provavo a cucire, creare, sperando di realizzare tutti i miei sogni.

I sogni… Quanto sono importanti i sogni…

Avevo un’idea precisa di quello che volevo fare, poi la vita…

Ed eccoci qua, trent’anni dopo, io e Claudia, in un bel pomeriggio estivo alle prese con la macchina fotografica inadeguata e il mio improvvisarmi anche fotografa, noi e l’abito.

30 anni e non li dimostra, sì ha qualche acciacco: l’elastico che sarebbe da cambiare, così come il cordoncino del ricamo che col tempo si è schiarito, ma la struttura regge ancora bene e l’idea c’è ancora, stessa freschezza, stesso sguardo al futuro, quasi a dirmi:”Dai! In fondo il tempo non conta, riuscirai a realizzare il tuo sogno, sei arrivata fino a qui, vedrai che supererai tutti gli ostacoli e arriverai dove vuoi!”

 

 

Voglio festeggiare 30 anni di percorso, di cadute e di risalite, di ostacoli che mi hanno fatto lasciare la strada principale e spinta in vie secondarie, di sogni passati ma anche di sogni presenti e futuri.

 

 

Sono cresciuta in questi anni, tutti cresciamo, ma sono rimasta fedele alle mie passioni, non mi sono mai arresa e sono ancora qui, a cucire il mio destino.

 

 

E voglio festeggiare con voi, se volete sapere come raggiungetemi qui

 

 

 

Ringrazio Claudia Guidi per aver posato per queste foto e Gennaro Proverbio per avermi dato un enorme aiuto in post produzione


Carolina Gi

Stilista per formazione, artigiana per vocazione Tessuti, colori, materiali vari e le mie mani: sono l'attrezzatura che serve alla mente per dare vita al mio spirito creativo. Il mio sogno è far tornare l'amore per la sartoria, i bei tessuti, il buon taglio, in poche parole la qualità unita alla bellezza e alla volontà di essere e sentirsi uniche in un mondo che, purtroppo, tende sempre più all'omologazione e all'appiattimento. Scrivo del mio mondo e del mondo delle tante brave artigiane che mi capita di incontrare lungo il mio cammino.

6 commenti

Letizia · 17 luglio 2018 alle 9:00 am

Ma che bello leggere questo articolo! Gli anni ’80, il periodo d’oro della moda, ed il tuo straordinario vestito… Grazie per questo viaggio nel tempo Carolina!

    Carolina Gi · 17 luglio 2018 alle 9:30 am

    Grazie Letizia, effettivamente quelli sono stati anni spettacolari, anni in cui davvero il made in Italy era lanciatissimo e venerato in tutto il mondo. E c’erano ancora Ferré e Versace, che altro dire?

Maria Pia · 17 luglio 2018 alle 2:59 pm

Mi complimento per l’articolo e per l’abito. Sei molto brava. Hai altri schizzi di abiti? Mi piacerebbe vederli.

    Carolina Gi · 17 luglio 2018 alle 3:25 pm

    Grazie Maria Pia, disegni ne ho ancora tanti di quel periodo e ancora altri fino a diversi anni fa, in realtà disegno sempre quando penso a qualcosa di nuovo però sono disegni che faccio per me quindi molto più tecnici, in pratica senza la figura, solo il capo da creare con i tagli e gli eventuali dati tecnici. Penso che però nei prossimi giorni ne pubblicherò qualcuno 🙂

Stefi · 11 agosto 2018 alle 6:23 pm

Bravissima! Una storia davvero bella e un abito favoloso!

    Carolina Gi · 11 agosto 2018 alle 6:30 pm

    Grazie Stefania

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